30 apr 2009

SCIENZA ed UMANESIMO

Mi sembra interessante pubblicare qui qualcosa che ho scritto per l'amica Kiya su Facebook che mi chiedeva se vivessi una contraddizione tra scienza ed umanesimo in quanto Ingegnere ed Egittologo e di come questa mia doppia natura fosse stata accolta in ambiente accademico.
Ho preso quindi la palla al balzo per preparare 2 post: Scienza ed Umanesimo e Scienza ed Archeologia. Consiglio di leggere prima Scienza ed Umanesimo e poi l'altro.
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La "vulgata" è che le materie scientifiche e quelle umanistiche non vadano d'accordo e che richiedano un'apposita predisposizione mentale. Questo in realtà è totalmente falso per molti motivi, basta guardare proprio la "Storia". Tutto il mondo della filosofia greca, ad esempio, vede filosofi che non solo contemplano nei loro studi materie come la matematica, l'astronomia e le scienze naturali ma che proprio su di esse gettano le basi delle loro creazioni filosofiche (nulla di più umanistico). Tutto ciò è il riflesso della complessità e della natura onnivora e curiosa degli esseri umani che cresce e si evolve proprio scoprendo collegamenti inediti. Si può dire, anzi, che proprio questa flessibilità delle capacità cerebrali ha forgiato la nostra arma evolutiva per eccellenza: la neo-corteccia.

Il motivo per cui siamo portati ad identificarci con una "tendenza" scientifica o umanistica viene largamente da ragioni culturali e sociali: il drammatico aumento della densità di popolazione del mondo occidentale ha portato la necessità di inquadrare tutti in una piccola casella specializzata condannata ad un lavoro ripetitivo (vedi produttivo) senza nessuna simpatia al debordamento visto come segno di incipiente disordine. Di conseguenza, abituati a questo sin da piccoli, si può essere disorientati dalla difficoltà di inquadrare ed immaginare la vita e l'attività di un individuo che ha competenze molteplici. Se questa barbarie incasellatrice fosse stata presente da sempre nella storia probabilmente non avremmo avuto la maggior parte dei grandi ottenimenti culturali della storia.

Giusto per fare un esempio poco noto relativo all'Egittologia: il merito di aver capito che i geroglifici non erano simboli ma che corrispondevano a lettere, ovvero la base per la decifrazione della scrittura geroglifica, è dovuto alla passione personale del grandissimo fisico Thomas Young(1773-1829). Questo signore è colui che ha nientedimeno scoperto le proprietà fondamentali dei fotoni e della luce in generale, peraltro base degli attuali studi di punta sui computer quantici. Young era fisico e docente di filosofia naturale oltre ad aver dato il più importante contributo alla decifrazione del geroglifico: ecco un bell'esempio di essere umano appartenente ad un'epoca, quella pre-industriale, in cui ancora nessuno faceva certe distinzioni frustanti e limitative e dove era inconcepibile che un uomo di conoscenza non avesse una formazione completa.

Nel prossimo post vedremo come oggi, proprio per l'Archeologia e le ricostruzioni storiche, siamo costretti a ritornare a questo matrimonio di scienza e umanesimo.

2 commenti:

  1. grazie per gli articoli che hai postato. come sempre molto illuminanti. attendo con trepidazione la pubblicazione dei materiali del corso.
    un saluto da massimo. (...quello con la maglia verde nella foto.)

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  2. Grazie a te Massimo, per il tuo interesse e la tua partecipazione al corso. Per i materiali ci sto lavorando, vi farò sapere. Un salutone.

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